Barocci e il paesaggio
Nell’inventario post mortem dello studio di Barocci sono elencati centosettanta disegni di paesaggio a cui si aggiungono ventotto studi a olio su carta. Tra quelli oggi conservati nessuno è preparatorio per un dipinto esistente, ma testimoniano l’indagine diretta sulla natura, indispensabile come fonte d’ispirazione per le opere finite realizzate nello studio. Il lirismo della sua visione si esplicita nei magnifici fogli presentati in mostra, in cui l’autore utilizza una grande varietà di mezzi, combinando matita, gessetti, carboncino, biacca, inchiostro acquarellato ed in un caso inedito l’olio, strumenti espressivi innovativi che diventato una pratica standard per gli artisti di paesaggio nei secoli successivi. Capolavori di sintesi e spontaneità, gli studi di alberi, rocce e animali, insieme alle vedute del Louvre e di Urbino e alla tempera di Fossombrone, dimostrano come Barocci sia fra gli interpreti principali della nascita della pittura di paesaggio come genere autonomo. Nella tempera di Fossombrone, proveniente dalla soppressa Congregazione dei Padri dell’Oratorio e forse preparatoria ad una incisione, Barocci trasla l’esperienza del disegno dal vero in una pittura leggerissima e immediata, dove si esalta il contrasto fra il Santo, in estatica contemplazione del luminoso Serafino, e l’inquieto paesaggio roccioso.
Barocci and Landscapes
In the post mortem inventory of Barocci’s workshop, one hundred and seventy landscape drawings are listed in addition to twenty-eight oil studies on paper. Of those preserved today, none are preparatory for an existing painting, but they testify to his direct investigation of nature, indispensable as a source of inspiration for the finished works created in the studio. The lyricism of his vision is expressed in the magnificent sheets presented in the exhibition, in which the author uses a great variety of media, combining pencil, chalk, charcoal, white lead, watercolour ink and, in one unprecedented case, oils, innovative expressive tools that became standard practice for landscape artists in the following centuries. Masterpieces of synthesis and spontaneity, the studies of trees, rocks and animals, together with the views of the Louvre and Urbino and the Fossombrone tempera, show how Barocci was one of the main interpreters of the birth of landscape painting as an autonomous genre. In the Fossombrone tempera, from the suppressed Congregazione dei Padri dell’Oratorio and perhaps preparatory to an engraving, Barocci translates the experience of drawing from life into an immediate painting, where is enhanced the contrast between the saint, in ecstatic contemplation of the luminous Seraphim, and the restless rocky landscape.
