L’Annunciazione: dal disegno, al dipinto, all’acquaforte
La pala eseguita per la cappella di Francesco Maria II della Rovere nella Basilica di Loreto e oggi conservata alla Pinacoteca Vaticana è una delle più importanti della produzione di Barocci. A causa di alcune problematiche legate all’illuminazione della cappella, l’artista semplifica la composizione concentrandosi sulle due imponenti figure della Vergine e dell’Arcangelo davanti a una finestra da cui si vede il Palazzo Ducale di Urbino. I disegni esposti degli Uffizi e delle collezioni reali inglesi consentono di seguire l’elaborato percorso inventivo del dipinto Vaticano, che una volta ultimato fu tradotto dallo stesso Barocci in acquaforte, della quale è presente in mostra il modello preparatorio autografo. La padronanza con cui Barocci controlla la produzione dell’immagine incisoria, estremo prolungamento dell’invenzione grafica e pittorica, si estende a tutte le fasi della produzione dell’opera e include anche la tiratura su seta verde, materiale che esalta i delicati passaggi tonali dell’incisione, attestando lo sperimentalismo dell’artista. La selezione costituisce una sintesi emblematica del suo percorso inventivo, libero e originale, ben oltre gli schemi raccontati dalle fonti e in particolare dalla biografia che gli dedica Bellori.
The Annunciation: from drawing to painting to etching
The altarpiece executed for the chapel of Francesco Maria II della Rovere in the Basilica of Loreto, and now in the Pinacoteca Vaticana, is one of the most important of Barocci’s production. Due to some problems with the lighting of the chapel, the artist simplified the composition by concentrating on the two imposing figures of the Virgin and the Archangel in front of a window from which the Ducal Palace of Urbino can be seen. The drawings on display from the Uffizi and the British Royal Collections allow us to follow the elaborate inventive process of the Vatican painting, which once completed was translated by Barocci himself into an etching, of which the preparatory autograph model is present in the exhibition. The mastery with which Barocci controls the production of the engraving, an extreme extension of graphic and pictorial invention, extends to all stages of its making; it also includes the print on green silk, a material that enhances the delicate tonal passages of the engraving, attesting to the artist’s experimentalism. The selection constitutes an emblematic synthesis of his inventive path, free and original, far beyond the schemes reported by the sources and, in particular, by the biography dedicated to him by Bellori.
