Le rappresentazioni di Urbino e Palazzo Ducale
Fulcro della prima sezione, la Madonna della Gatta si apre su Urbino con il gesto scenico della tenda sollevata sullo sfondo di Palazzo Ducale. Realizzata su committenza ducale l’opera offre una visione domestica dell’epifania sacra in una strada che richiama la via in cui abitava il pittore, con inquadrati i tetti di Valbona e il grandioso palazzo. Tra i dipinti in mostra si potrà notare come la facciata dei torricini compaia diverse volte, ad esempio nell’Annunciazione Vaticana, nel Trasporto di Cristo di Senigallia, nel Noli Me tangere degli Uffizi, nella Visitazione di Roma, opere in cui Barocci trasforma Urbino in un teatro vivente, animato dell’evocazione del sacro. Tale scelta è sia politica che sentimentale. Già il bisnonno Ambrogio Barocci aveva lavorato a Palazzo Ducale come scultore delle raffinate decorazioni lapidee e nella dimora Feltresca Federico incontra i committenti dei ritratti esposti in sala, quasi tutti anche suoi buoni conoscenti e amici. In quanto pittore del Duca, egli si fa mediatore dell’immagine di Urbino sullo scacchiere europeo e trasforma il Palazzo in un luogo-simbolo della grandezza roveresca.
Representations of Urbino and the Ducal Palace
Heart of the first section, the Madonna della Gatta opens on Urbino with the scenic gesture of the curtain raised against the background of the Ducal Palace. Painted on a ducal commission, the work offers a domestic view of the sacred epiphany on a street reminiscent of the street where the painter lived, with the roofs of Valbona and the Palace. Among the paintings in the exhibition, it can be seen that the ‘torricini’ facade appears several times, for example in the Annunciazione Vaticana, the in Trasporto di Cristo di Senigallia, in the Noli Me tangere (from the Uffizi), in the Visitazione of Rome, works in which Barocci transforms Urbino into a living theatre, animated by his evocation of the sacred. This choice is both political and sentimental. His great-grandfather Ambrogio Barocci had already worked at the Ducal Palace as sculptor of the refined stone decorations, and in the Rocca Malatestiana Feltresca residence Federico met the commissioners of the portraits displayed in the room, almost all of whom were also his good acquaintances and friends. As the Duke’s painter, Barocci became the mediator of Urbino’s image on the European chessboard and transformed the Palazzo into a place-symbol of the Della Rovere family’s greatness.
